Cambiamento climatico: scienziati pessimisti su decisioni dei politici
A cura di Leopoldo Calabria • 10 Dicembre 2007Alcuni scienziati, già consulenti del governo britannico e di quello tedesco sulle questioni climatiche, giudicano insufficiente l’azione della comunità globale sulle misure per ridurre le emissioni di gas serra, e ritengono assai probabile che si verifichi entro breve il tanto temuto innalzamento di due gradi centigradi della temperatura terrestre.
In particolare il professor David King , in un’intervista alla BBC a commento dell’annuale summit ONU sul clima che si sta svolgendo a Bali, ha dichiarato che a suo parere il governo del Regno Unito ha sottovalutato la questione del cambiamento climatico globale almeno fino al 2005, mentre ora avrebbe in atto un piano che lo stesso professore giudica il più avanzato tra quelli dei paesi occidentali.
Secondo King un possibile miglioramento nell’atteggiamento della comunità internazionale potrebbe arrivare dalla fine dell’amministrazione Bush e dalla rimozione del suo uomo di fiducia James Connaughton, che ha guidato le strategie USA sul clima durante il governo di “George W”.
Nel frattempo però, sempre secondo King, saranno necessarie misure drastiche per l’adattamento alle conseguenze del previsto innalzamento della temperatura. Misure i cui costi saranno addirittura superiori a quelli per ridurre le emissioni di carbonio attualmente emesse a livello globale.
Dello stesso avviso il consulente del governo tedesco John Schellnhuber, che ritiene altamente improbabile che il limite del 2015 fissato dal IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) per stabilizzare le emissioni di carbonio, venga rispettato. Soprattutto se si considera che dall’approvazione del protocollo di Kyoto i principali paesi industrializzati hanno aumentato le loro emissioni anziché ridurle (per esempio Giappone +6%, Italia +7.4%, Spagna +59.8%), e i paesi emergenti che avrebbero dovuto ridurle senza essere vincolati legalmente dal trattato, si sono dati da fare per recuperare il terreno nei confronti dei grandi inquinatori.

