Nuvole e torbiere
A cura di bussola • 12 Dicembre 2007Si chiamano nuvole mesosferiche e sono enormi nubi ghiacciate che si trovano al confine dell’atmosfera in corrispondenza di Polo Sud e Polo Nord, a un’altezza di cica 84 chilometri dalla superficie della terra. Ma si stanno spostando sempre più verso il basso, come è emerso dai dati resi pubblici nel corso del meeting dell’American Geophysical Union che si è tenuto nei giorni scorsi a San Francisco
Ancora una volta, i responsabili sono i gas serra: anidride carbonica e metano soprattutto. L’anidiride carbonica raffredda l’alta atmosfera e facilita la formazione dei cristalli di ghiaccio che formano le nubi, Il metano reagisce con l’ossigeno e forma vapore acqueo, la materia prima per i cristalli di ghiaccio. In alta quota, in condizioni pre umane, l’aria è 100 mila volte più secca che quella delle grandi aree desertiche. E in queste condizioni le nubi si formano così in alto perché hanno bisogno di una temperatura di 210 gradi sotto zero. Ma se l’anidride carbonica fa scendere il termometro, e il metano contribuisce fornendo materia prima, le nubi si formano a quote più basse.
L’abbassamento delle nubi quindi è un’ altro dei sintomi del riscaldamento del pianeta, anche se di per se non modifica la situazione esistente.
La situazione cambierebbe invece molto se venissero adottate delle misure per proteggere le aree umide e le torbiere, ambienti che vengono poco considerati nei bilanci dei gas climalteranti.
Le torbiere e le aree umide, che molti pensano siano ambienti degradati e poco interessanti, sollevano in realtà molti appetiti. Per esempio in un momento in cui allargare le aree coltivate, per ottenere ancora più cibo diventa importante, vengono bonificate per togliere l’acqua in eccesso e usare i terreni per le coltivazioni.
Oppure vengono incendiate. In Asia le aree umide si estendono intorno a tutti i corsi d’acqua. E la popolazione ha imparato a usare il fuoco per farsi strada e andare a pescare. E’ una pratica in teoria assolutamente accettabile, se la popolazione resta limitata. Ma negli ultimi anni sempre più persone si sono dedicate alla pesca per cercare di recuperare reddito e cibo.
Il risultato è che vengono prodotte ogni anno altre 3 miliardi di tonnellate di carbonio, il 10 per cento di quelle emesse dai combustibili fossili, che potrebbero invece essere evitate.
Le torbiere e le aree umide sono degli enormi depositi di materiale organico, esattamente come le foreste tropicali. Ma rispetto alle foreste, immagazzinano il carbonio in modo molto più efficiente. Gli esperti ritengono che sia meglio proteggere le torbiere, piuttosto che puntare alla riforestazione. E calcolano anche che l’efficienza è 100 volte superiore a quella della protezione di altri ambienti. Non poco.
Ma questa impostazione, finora, è passata in secondo piano: fare campagne per piantare gli alberi ha evidentemente un impatto più forte nella comunicazione delle soluzioni che vengono messe in atto per “risolvere” l’effetto serra. Non solo. I fumi che si alzano dagli incendi sono tra i principali responsabili delle nuvole marroni che ogni anno coprono gran parte del continente asiatico.
Tra l’altro è da ambienti come questi, rimasti intrappolati nella roccia e fossilizzati, che si sono formati i giacimenti di petrolio.
Bruciarle, o comunque degrdarle dunque, è esattamente come consumare carburante, senza neppure aver mosso l’automobile.

